Lettera dell'afflitto non inviata (set by Skyrim.esm)

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skyrim.esm:0E7F39
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0E7F39
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DA13AfflictedLetter (set by Skyrim.esm)
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Content (set by Skyrim.esm)

Mio caro Duphraime, so che mi consideri una pazza per non aver lasciato Cul Aloue con te e con gli altri, ma non potevo abbandonare i nostri figli di fronte al male che li aveva colpiti. Non so a quale terribile destino tu pensi siamo andati incontro, ma probabilmente è molto diverso da ciò che ci è successo davvero.

Ti scrivo questa lettera nella speranza che possa recarti conforto.

Circa una settimana dopo che te ne sei andato con le altre persone sane, stavo pattugliando il muro inferiore a piedi. Anche il nostro povero Kelter si era ammalato e non era in grado di cavalcare. Pregavo affinché nessun bandito fosse così sciocco da rischiare l'infezione rubando i nostri insignificanti beni. Poi, ho visto una figura lunga stagliarsi contro la luce della pira dei morti quel giorno e marciare verso il villaggio.

Lo straniero era un elfo di Summerset, che si presentò dicendo di chiamarsi Orchendor. Con il suo arrivo, il destino della gente di Cul Aloue cambiò.

Orchendor camminava tra noi senza temere il male che aveva contagiato ogni abitante rimasto, me inclusa. Per giorni mangiò e parlò con noi, imparando i nomi di ciascuno. Riuscì a placare le persone là dove le mie preghiere avevano fallito. Gli animi, che in precedenza sembravano solo attendere la morte, si risollevarono in quei giorni.

Orchendor ci riunì tutti nel granaio di Cullete, essendo lei quella più malata in quel momento e costretta a essere trasportata dallo stesso Orchendor perché incapace di muoversi.

Il buon elfo ci diede delle notizie che nessuno si aspettava. Egli disse che il male non era dovuto a una maledizione lanciata sul nostro villaggio, come credevamo. Al contrario, Orchendor sosteneva che si trattava di un dono, un richiamo che lo aveva condotto da noi. Ci rivelò di essere al servizio del Principe daedrico Peryite.

So cosa stai pensando... Dopotutto abbiamo bruciato Dina e Lucas non più di tre anni fa. Cul Aloue non avrebbe mai accettato le eresie di un adoratore dei daedra in mezzo a noi. Eppure fu così che andò. Non solo... Rimanemmo estasiati ad ascoltare ciò che aveva da dire. Penserai che eravamo troppo malati e deboli, ma ti assicuro che stavamo benissimo.

Orchendor chiese scusa per tutti i nostri morti, dicendo di essere venuto più in fretta possibile a Cul Aloue. Nessuno era più deceduto dal suo arrivo, nonostante in molti sembrassero spacciati solo pochi giorni prima. Egli voleva condurci a una nuova casa, un posto dove avremmo potuto vivere venerando Peryite come i suoi prescelti, come i suoi afflitti.

Nessuno si rifiutò. Alcuni furono portati via con carri e lettighe, ma tutti riuscimmo a compiere il viaggio con Orchendor e ad attraversare il confine fino a giungere a Skyrim, lasciando Cul Aloue un luogo vuoto e infestato.

Da allora abbiamo vissuto nel suo rifugio, le rovine di un'antica città nanica. Insieme a noi vivono altri afflitti, molti dei quali hanno storie simili a quella di Cul Aloue. A legarci è la nostra infezione divina. Anche se penserai che siamo tutti malati, gli effetti del male non ci indeboliscono più, anzi, ci rendono più forti. Ci curiamo con liquori e tinture che per altri uomini sarebbero veleno.

Orchendor ci tiene al sicuro qui, sotto la benedizione del nostro Principe Peryite. Ora sono un apostolo degli afflitti, incaricata di diffondere gli insegnamenti di Peryite ai nostri afflitti.

E così, mio caro Duphraime, lo spirito di Cul Aloue sopravvive. Non ce l'ho con te per averci abbandonati quel giorno, che ora appartiene al passato. In verità, sono triste che anche tu non sia stato scelto da Peryite. Possa egli proteggerti, mio caro marito, e sappi che i tuoi figli stanno bene.