Sembrava un lavoro piuttosto semplice. Groz e io ne avevamo fatti parecchi come questo in passato. Un bretone aveva bisogno di guardaspalle per un viaggio sulle montagne. Nessun problema.
Per tutto il viaggio non ha fatto che parlare di quella sua stramaledetta maschera. Sono scoppiato a ridere quando Groz gliel'ha strappata e se l'è messa in faccia. Ci ha minacciato di licenziarci per quel gesto. Alla fine tuttavia si è reso conto che non era saggio starsene lì da solo e ha accantonato ogni proposito di non pagarci.
Alla fine abbiamo raggiunto la nostra meta. Il bretone ha cominciato a sfogliare alcune carte e a parlare fra sé e sé, senza pensare che io e Groz avevamo dovuto uccidere dieci troll puzzolenti solo per portarlo qui. Si è messo la maschera e all'improvviso è sparito, come volatilizzato. Se avessi potuto mettergli le mani al collo, di lui non sarebbero rimaste che le ossa.
Trascorso un po' di tempo, non sapevamo cosa fare, così Groz ha cominciato a raccogliere le sue cose per tornare a casa, quand'ecco che, puf, è ricomparso, con la maschera in mano. Ci ha pregato di non abbandonarlo, dicendo che dovevamo aspettarlo e che eravamo pagati per questo. Quindi si è rimesso la maschera sul volto ed è sparito di nuovo. Avevo visto mantelli dell'invisibilità prima d'allora, ma mi è bastato mulinare qualche pugno in aria per capire che non era questo il caso. Non c'era niente da colpire.
Il bretone è riapparso di nuovo e ci ha detto di aver bisogno di un altro po' di tempo. Doveva scoprire qualcosa su altre maschere, quindi è scomparso per l'ennesima volta. Tutto questo accadeva ieri. Sono stufo di girarmi i pollici e scrivermi lettere da solo. Ce ne andremo all'alba e se dovesse farsi rivedere, giuro su Azura che gli conficcherò questo pugnale nel petto, così la smette con i giochi di prestigio. Otterremo di più uccidendolo di quanto ci pagherebbe da vivo. Ma non la maschera. Quell'oggetto maledetto può restare lì a marcire con lui e i troll.